Il lavoro che svolgemmo era nuovo per tutti noi (me, il professore di arti plastiche e i suoi allievi), ma eravamo, e siamo, entusiasti per i risultati che stiamo ottenendo. Certo, questi modelli non sono perfetti, ma se contiamo che sono fatti da ragazzi che vanno dalla terza alla quinta superiore (alcuni neanche appassionati di dinosauri e paleontologia, tra l'altro) e che lavorano quasi esclusivamente con argilla (difficile da modificare e ri-plasmare dopo un tot di tempo, pesante e rognosa) il risultato è notevole. Inoltre, io non "seguo" questi lavori nel vero e proprio senso del termine: mi limito solo a dare consigli su quello che vedo al momento e che riesco un po' a prevedere, vedendo il modello due, forse tre volte durante il periodo di preparazione.
Questa prefazione serve per presentarvi il nuovo arrivo al museo geo-paleontologico "Dott. Dal Lago" di Valdagno, donato gentilmente dall'ITAS "S. B. Boscardin".
Come potete leggere dalla scritta impressa nella base, è un Euoplocephalus tutus, un ankylosauride nordamericano.
Per la realizzazione del modello ci siamo basati sui lavori di Greg Paul, sulla tavola di John Sibbick di introduzione al capitolo degli ankylosauridi in "The evolution and the extinction of Dinosaurs" (Fastovsky & Weishampel, Cambridge University Press, 2005) e tavole e scritti presenti nel capitolo dedicato in "The Dinosauria" (David B. Weishampel, Peter Dodson, Halszka Osmólska, Eds, University of California Press, 2004)
Come indicato nel testo iniziale, questo lavoro non è esente da errori: primo tra tutti l'eccessiva magrezza del modello. Bisognava bombare di più la pancia, che qui è quasi "depressa", ma purtroppo durante la preparazione, a causa della difficoltà di lavorazione dell'argilla, vidi il modello
Inoltre, nella foto non si vede, le zampe anteriori hanno delle imprecisazioni a livello delle "dita".
Però, ripeto, fatto da ragazzi di terza superiore poco appassionati, è un gran bel lavoro!
Degna di nota, personalmente parlando, è la testa (purtroppo la foto non le rende giustizia): l'interno della bocca è veramente molto curato (segno evidente che i ragazzi hanno visto alcune tavole che ho fornito loro ^^), e gli occhi sono molto espressivi. Inoltre gli osteodermi che coronano la testa sono resi molto naturali.
Ora, mentre lo Styracosaurus prodotto anni fa rimane nel salone principale del museo, impressionando i bambini con il suo palco di corna e le sue macchie colorate di rosso vivido, questo "carro armato" (come soprannominato continuamente dal prof) è posizionato all'entrata del museo, a richiamare i passanti con la sua chioma di spine e spuntoni!
Ha, dimenticavo: in questo stesso giorno, 12 Febbraio del 1809, nasceva uno dei più grandi studiosi della storia. Il suo nome? CHARLES ROBERT DARWIN!

Auguri!!!!
15 commenti:
Ricordo che Charles Darwin decise di farsi aiutare da Lyell un noto studioso dell'epoca per fare in modo che a Wallace, un giovane naturalista, non venisse attribuito tutto il merito della teoria dell'evoluzione. Mentre Darwin aveva appena iniziato ad elaborarla Wallace aveva già elaborato in via definitiva la sua teoria. L'influenza di Lyell sulla comunità scientifica dell'epoca e il "razzismo"" nei confronti di Wallace (non era di famiglia benestante, anzi)fecero in modo di far svanire il vero padre di questa teoria dai libri di testo. Darwin è sicuramente un grande naturalista ma il motivo per cui è maggiormente celebrato è basato sulla menzogna e su giochi "politici" che non condivido. Per questo considero l'immagine di Darwin molto più ridimensionata. Ciao Filippo!!!!
By Daniel Tinto
E' vero che sotto pressione di Lyell, Hooker e Huxley, Darwin si "sbrigò" a stilare l'"essay" presentata alla Society, però è anche vero che insieme all'Essay era allegato lo scritto di Wallace.
Gli studiosi ritennero "più giusto" attribuire la teoria a Darwin dato il periodo di studio pre-enunciazione molto, molto più lungo (Darwin studiò l'evoluzione nel corso della sua vita, prima di pubblicare The Origin fino a 50 anni). Inoltre Wallace fu soddisfatto anche così: era giovanissimo, e aver la possibilità di apparire in un articolo con un eminenza come Darwin alla Society era motivo di gioia e onore per il giovane ricercatore ;)
@ Daniel Tinto: potresti elencarmi, per favore, le fonti in cui vengono esposte "le menzogne e i giochi politici che non condividi". Dietro la pubblicazione del''Origine delle specie" (1859) non c'è alcun fenomeno di frode ai danni di Wallace, come fatto credere da certa propaganda antidarwiniana nel '900. Fonti tratte sia dalle lettere (Cfr. Life and Letters of Charles Darwin, II,p.5) che dalla stessa autobiografia di Darwin manifestano il nascere (anzi il convincimento, dato che ipotesi evoluzioniste esistevano già al tempo) delle prime idee evoluzioniste nel 1837 "...raccogliendo tutti i fatti che hanno avuto relazione con la variazione degli animali e delle piante sia allo stato domestico sia in natura, avrei potuto portare qualche luce sull'argomento. Nel luglio 1837 cominciai il primo libro sugli appunti...).-
"Nei primi mesi del 1856, Lyell mi consigliò di scrivere piuttosto estesamente le mie idee e io incominciai subito a farlo, con un'ampiezza tre o 4 volte superiore a quella che adottai nella stesura definitiva dell'Origine delle specie[...] Ma i miei progetti furono sconvolti, perché all'inizio dell'estate del 1858 il signor Wallace, il quale allora si trovava nell'arcipelago malese, mi mandò un saggio: Sulla tendenza delle varietà a distaccarsi indefinitamente dal tipo originale, in cui esponeva una teoria identica alla mia. Il signor Wallace mi pregava di leggere il suo articolo e di passarlo in lettura a Lyell, se la mia opinione fosse stata favorevole. Nel Journal of the Proceedings of the Linnean Society (1858,p.45), ho spiegato i motivi che mi spinsero ad associarmi alla richiesta di Lyell e Hooker di pubblicare un riassunto del mio manoscritto e una mia lettera ad Asa Gray, in data 5 settembre 1857, contemporaneamente alla pubblicazione del saggio di Wallace
. Dapprima ero molto restio a consentire, pensando che Wallace avrebbe trovato la mia azione ingiustificabile; ma non conoscevo ancora quanto egli fosse generoso e nobile." Per quanto riguarda l'acquisizione dell'idea che il fenomeno base dell'evoluzione biologica fosse la selezione naturale sappiamo (dall'autobiografia e da Life and Letters, Ip-83) risalga al 1838, dopo la lettura del lavoro di Malthus "Essay on the essence of population" : <>. La consapevolezza assunta alla lettura del saggio malthusiano comunque soppianta una già raggiunta convinzione, assunta fin dal 1837 sul tema della lotta della sopravvivenza( tipico del metodo di indagine di Darwin e della sua personalità era accumulare e accumulare ancora prove a sostegno delle proprie costruzione logiche,cadendo in una sorta di insicurezza cronica che costò al "manoscritto" decadi di attesa. Sono attualmente pubblicati comunque i primi abbozzi che risalgono al 1842 e una seconda versione più estesa dell'estate 1844.
La diacronia e l’anticipazione delle idee selezioniste di Darwin rispetto a quelle di Wallace diventa palese se si tiene conto che la sua spedizione in amazzonia fu del 1852 .Tutto ciò deve essere visto anche sotto la prospettiva di tempi di più nobile sinergia fra intellettuali, come manifestato dai i due uomini. Di fatto la teoria dell’origine delle specie per selezione naturale non venne presentata al mondo accademico come “l’idea di Darwin” ma piuttosto come uno scritto congiunto datato 30 giugno 1858 firmato da entrambi gli studiosi. Detto questo bisogna considerare anche due fatti importanti: il primo è che la straordinarietà dell’opera darwiniana sta nella metodicità di indagine, nella perizia di raccolta dati,con l’unificazione concettuale di fenomeni biologici, geologici, comportamentali, elaborati in anni e anni di ricerche ed esposti approfonditamente al mondo nel ‘59. Il secondo elemento da tenere in considerazione è che, se la moderna accademia celebra più Darwin che Wallace, lo si deve anche ad una certa attività post-periodo-evoluzionista in cui fu molto attivo quest’ultimo fino alla morte,e che poco aveva di scientifico. Onore all’idea di Darwin e Wallace, ma grandi omaggi vanno fatti al metodo di indagine di Darwin.
@Bertoz: Tutus ma BELLO!
allora ecco qua: Charles Darwin: Letter 729-Darwin, C.R. to Hooker, J."Darwin correspondence project, 11 gennaio 1844, http://www.darwinproject.ac.uk/darwinletters/calendar/entry-729.html (visitato il 15 marzo 2009)
oppure Bailey, Charles Lyell, Garden City,NY:Doubleday,1963,61
oppure
Brackman, The strange case of Charles Darwin and Alfred Russel Wallace, 64
in particolare mi interessano
1) il pezzo della lettera a Hooker in cui Darwin nel1844 scrisse:"infine qualche bagliore di luce è arrivato, e sono QUASI convinto (contrariamente all'opinione con cui ero partito) che le specie non sono (è come confessare un omicidio) immutabili"
oppure il pezzo in cui Darwin scrive a Lyell:"Mi parrebbe cosa ardua dover accettare di essere così costretto a perdere la priorità che detengo da tanti anni.." (considerando che i due erano molto amici)
penso sia sufficiente
Daniel Tinto
Comunque Alessandro ti consiglio anche un libro: Evoluzione spontanea di Bruce Lipton e Steve Bhaerman
XD
p.s. è un consiglio da amico niente di imposto assolutamente
Daniel Tinto
"Tutus ma bello"
Eh, lo so Ale, infatti mi sono un po' incacchiato: avevo lasciato delle direttive specifiche (Genere specie), ma si vede che un po' di disattenzione ha giocato (Genere Specie).
Purtroppo l'ho visto quando la scritta era ormai definitiva, e non si poteva più fare niente.
Accidenti, dal nulla s'è creato un dibattito! Concordo con quanto detto da Ale (e consiglio l'ottima biografia di Irving Stone "L'Origine", veramente eccezionale), ma metto nella lista dei libri da leggere il testo di Daniel ;)
@Daniel: però, rileggendo, non capisco cosa vuoi dire:
- "infine qualche bagliore di luce è arrivato, e sono QUASI convinto (contrariamente all'opinione con cui ero partito) che le specie non sono (è come confessare un omicidio) immutabili": questa affermazione non centra nulla con la questione di Wallace. Charles la disse all'amico Hooker come a voler liberarsi da un peso, un peso che gli veniva dal suo retaggio di famiglia conservazionista. Sapeva benissimo che la sua idea avrebbe sconvolto tutto il mondo, soprattutto l'ambito religioso... egli veniva da una famiglia molto credente e crebbe con le ideologie cristiane, sempre in ambito conservatore. Il "è come confessare un omicidio" è riferito proprio a questo (e non solo: questo problema andava a scontrarsi con le credenze della moglie, a lui molto cara)
- "Mi parrebbe cosa ardua dover accettare di essere così costretto a perdere la priorità che detengo da tanti anni..": bè, questo è umanamente capibile... hai speso 40 anni di vita nel studiare tutto e di più per supportare una teoria, aspettando di pubblicarla a causa di continui ripensamenti e paure per l'immagine futura (sempre riferito alla rivoluzione scientifico-clericale), e poi ti arriva uno che in pochissimo tempo è arrivato così, apparentemente senza fatica?
Comunque, come ha ben scritto Alessandro, non credo ci siano stati giochi di potere, anche perchè alla Linnean Society i due scritti furono presentati a parità di importanza, solo che, appunto, Darwin aveva pro un lunghissimo periodo di ricerche e lavoro che gli riconoscevano maggior merito ;)
Nemeno io capisco chiaramente. Citando la letera dell'11 gennaio '44 di Hooker non fai che confermare che Darwin era già "evoluzionista" ben prima dell'idea di Wallace.
"Mi parrebbe cosa ardua dover accettare di essere così costretto a perdere la priorità che detengo da tanti anni.." E ci mancherebbe. Fu un vero shock trovare una conferma indipendente, da parte di un altro pensatore, delle proprie ipotesi così segretamente tenute in un baule per paura dei propri impatti radicali sul mondo culturale, non solo in campo naturalistico. Inoltre sembra un po' una frase tirata fuori dal contesto, di per sè non credo abbia valenza di "manifestazione dell'invidia di Darwin". Su Darwin, l'evoluzione e sul rapporto con Wallace si è scritto di tutto e di più, spesso purtroppo con l'intento di denigrare una figura in modo da indebolire l'impatto sul pubblico dlle sue idee (aspetto questo tristemente abusato nella storia per autori diversi, da Marx a Nietzsche). In definitiva per un giovane naturalista, è di fondamentale importanza e valenza didattica passare un po' di tempo nel leggere gli scritti originali, dal "Viaggio di un naturalista intorno almondo" alle "lettere" all'"Origine", ripeto, più che per venire a conoscenza di un fenomeno biologico (lo si può fare molto più comodamente e con migliori risultati consultando un testo moderno di biologia qualunque), per apprendere da quel metodo attento, organico e completo di indagine che fu tipico di Charles Darwin.
Per Bertoz: W i dibattiti.
secondo me dovete andare al di là della frase in se e vedere a chi la scritta e con quale finalità... se Wallace era più sveglio e deciso del timorosa Darwin gran merito va a lui. Dire che Darwin ci ha passato un vita sopra non vuol dire nulla.. Ad esempio Chargaff ha passato una vita sopra il DNA facendo un lavoro meticolosissimo senza però essere essere ricordato come chissà che scienziato. Sia ben chiaro che io non voglio demolire Darwin ma evidenziare il fatto che Wallace sia stato tagliato fuori. Chiedete in giro chi sa chi è Charles Darwin e chi è Wallace e sicuramente in pochissimi conosceranno il secondo. Questo a mio parere non è giusto ed illustri professari universitari come ad esempio il professor Andrea Pilastro dell'università degli studi di padova condividono il fatto che il genio di Wallace sia stato eclissato. La mia rimane un'idea corroborata anche dal contesto Darwin era "di sangue blu" mentre Wallace un poveraccio che si arrabattava in qualche modo per poter vivere. Comunque tengo a precisare che la mia è solo un'opinione e non intendo continuare a discutere più di così in quanto il mio scopo non è di far cambiare idea ma solo di enunciare il mio punto di vista riguardo a Darwin il cui talento sicuramente evidente viene a mio avviso troppo ingigantito rispetto al reale. Come quello di Watson e altre persone. Non ho voglia di star qui a tirar giù tutte le argomentazioni e comunque ringrazio alessandro per l'interessante dibattito
Daniel Tinto
Grazie a te
Interessante discussione, che tuttavia mi pare che sia l'ennesima riproposizione di una (ormai ritrita) diatriba sulla "priorità" (e quindi "paternità") della teoria evoluzionista.
Tuttavia, è scorretto mettere sullo stesso piano il pensiero di Wallace con quello di Darwin, dato che il primo propose sopratutto una IPOTESI sul processo di speciazione, mentre il secondo propose una TEORIA del processo evolutivo comprendente anche (ma non solo) un meccanismo per la speciazione.
La teoria di Darwin è più importante e significativa dell'ipotesi di Wallace, indipendentemente dalle mera discussione di chi sia stato il primo a elaborarla (esattamente come è inutile discutere se il calcolo differenziale sia "opera" di Newton o di Leibniz): essa comprende alcuni concetti rivoluzionari non elaborati da Wallace, tra cui l'idea che la Vita sia un processo di ramificazione differenziale e che i viventi abbiano un'origine comune.
Questo eleva Darwin senza sminuire Wallace. Le "paternità" delle idee dettagli secondari.
L'ultima frase doveva essere:
"Le "paternità" delle idee sono dettagli secondari."
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