Questo post nasce da alcune mie riflessioni al riguardo dei musei italiani, specialmente per quelli riguardanti la paleontologia (quindi musei di geologia, di scienze naturali, di storia naturale), un pensiero maturato anche grazie alla mia posizione di presidente di un museo e accanito visitatore dei musei di scienze naturali.
Recentemente ho visitato molti musei di scienze naturali, riscontrandone differenze e similitudini nella gestione museale delle collezioni, della divulgazione e della struttura. L'ultimo è stato, per l'appunto, oggi. Un museo da poco rinnovato, fatto bene a livello struttuale, ma che purtroppo presenta quei problemi che affliggono molti musei in Italia: la totale "chiusura" a livello referenziale... Guide/custodi freddi, impossibilità di fare foto e/o video, assenza di personale voglioso di spiegare cosa il visitatore stia guardando. Questi sono problemi, lo ammetto, di difficilissima gestione e risolvibilità, specialmente per musei espansi con molte stanze. Però... però la mia idea di museo ideale si discosta molto da questa.
Il mio museo ideale si avvicina molto al modello londinese: una struttura "familiare", dove si ispira voglia di conoscenza e si stia in un ambiente caldo ed accogliente. Persone dello staff aperte e cordiali, disposte a dare indicazioni e consigli ai visitatori, pannelli esplicativi di facile apprendimento ma che mantengano una tecnicità, seppur lieve, nel linguaggio, libera possibilità di far foto (tranne, ovviamente, per reperti delicati e preziosi, per ovvi motivi di mantenimento ottimale) e possibilità di far video sotto richiesta senza scopi di lucro. Una struttura quasi "di casa", senza chissà quali artifici post-moderni, con laboratori, libreria e sale conferenze.
Un museo che sia Museo: luogo che accoglie collezioni specifiche (in questo caso, scienze naturali/paleontologia) favorendo lo scambio di informazioni, documenti e materiale, facilitando la diffusione della cultura scientifica.
So benissimo che i blocchi maggiori al migliorare di questi problemi sono di natura gestionale, economica e sopratutto burocratica (...), ma questo è il mio ideale, per definizione una visione utopistica della realtà.
2 commenti:
E quanto hai ragione. In effetti è un po' sterile se, come nel caso veneziano, si fanno installazioni favolose con attenta architettura museale, se poi non si può "toccare" nulla e quasi nemmeno fiatare. In fondo, arroccandosi in quel modo, essi non si pubblicizzano. nsomma, quanto può nuocere, al museo, se una foto o un video amatoriali si diffondono, ad esempio, in rete e tutti possono scoprire le meraviglie lì contenute? Non ci perderebbero nulla, anzi, ci guadagnerebbero in pubblicità gratuita.
Andrea/GGD!
Il mio museo ideale è uno che mi ripaga economicamente per le ricerche che ho fatto... questa sì che è un'utopia...
;-P
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