25/12/08

Auguri ornitopodologici

Ai lettori (quanti saranno? mhm...100? hahahaha) del blog, tanti tanti auguri di buon Natale!



15/12/08

Adrosauri italoeuropei, 3a Parte

E siamo arrivati alla conclusione di questa serie di post dedicata agli "adrosauri" italoeuropei, tema trattato durante la conferenza di Fabio Marco Dalla Vecchia.
Propongo, a conclusione del lavoro, la breve, seppur molto interessante, intervista che Fabio ha gentilmente, nonostante i molti impegni, accettato di rispondere.

1. Grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista. Che cosa l’ha spinto a intraprendere la dura vita del paleontologo? Ha trovato difficoltà, soprattutto a livello di fondi, a studiare/lavorare in Italia?


Fondamentalmente la lettura di alcuni libri sugli animali preistorici quando ero bambino e poi ragazzino. In Italia è praticamente impossibile trovare lavoro come paleontologo professionista nel campo dei tetrapodi mesozoici. Se ho trovato difficoltà? Enormi, insuperabili. E non ho mai avuto fondi da istituzioni pubbliche italiane per la ricerca (intesa come studio), se si esclude la borsa di Dottorato e di post-dottorato e un paio di piccoli contributi dalla Società Paleontologica Italiana. Non ho mai ricevuto un assegno di ricerca dall’università. Ho sempre problemi a coprire le spese che si incontrano nella realizzazione degli studi e nella necessaria partecipazione ai convegni scientifici.


2. Lei è un grande appassionato degli Pterosauria, i rettili volanti del Mesozoico: che cosa l’ha più colpita di questi animali, e che ancora la colpisce?


Il fatto che sono stati i primi vertebrati ad acquisire la capacità del volo attivo, sono estinti e diversi da qualunque altro animale noto ed estinto. Non si sa nemmeno da che gruppo di diapsidi siano derivati. Sono animali ancora molto misteriosi.


3. Da un po’ di tempo lei sta svolgendo delle ricerche sugli adrosauroidi basali, fra cui il rumeno Telmatosaurus transsylvanicus: cosa ci può dire, a livello filogenetico, di questo animale?



Quello che potrei dire di nuovo fa parte dell’articolo sui dinosauri del Villaggio del Pescatore e quindi non ne posso parlare. Ciò che posso dire è che di Telmatosaurus sappiamo molto meno di quello che generalmente si pensa. C’è un altro mio lavoro in uscita sugli Actas de la II Jornadas Internacionales sobre Paleontología de Dinosaurios y su Entorno di Salas de los Infantes (Spagna), dal titolo “European Hadrosauroids”, che approfondisce quanto detto sopra. Bisogna aspettare che il volume sia stampato; non dovrebbe mancare molto.


4. Zalmoxes (parlando in termini antichi), Pararhabdodon, Telmatosaurus e il nostro Antonio: possiamo considerare l’Europa come la culla, la patria natia degli adrosauroidi (e –forse- successivamente degli adrosauridi)?



No, assolutamente. Gli adrosauroidi si sono originati quasi certamente in Asia. Zalmoxes e i rhabdodontidi non hanno niente a che fare con l’origine degli adrosauroidi.


5. Antonio, “adrosauride” italiano: lei sta svolgendo la monografia completa di questo fantastico esemplare. A quando sarà pronta? Ci può anticipare qual cosina?


Tecnicamente non è una vera e propria monografia. Poche riviste scientifiche pubblicano monografie. Ho inviato un articolo abbastanza lungo ad una rivista internazionale, ma non è certo se sarà accettato o meno. Si trova sempre una grande difficoltà a pubblicare articoli su riviste internazionali, soprattutto se non si ha alle spalle qualche grande istituzione scientifica ed un cospicuo sostegno economico. Comunque, l’articolo mi è costato due anni di lavoro e, se tutto va bene, non sarà disponibile prima del 2010. E non è detto che Antonio sia un adrosauride…


6. Passando in un contesto più vasto, volevo chiedere il suo parere su questo tema: la differenza in termini di successo evolutivo fra Lambeosaurinae in Asia e Hadrosaurinae in America alla fine del Cretaceo (fine Maastrichtiano). Secondo lei, semplice mancanza di reperti oppure c’è qualcosa di più profondo sotto?


Alla fine del Maastrichtiano in Nord America viveva un solo genere di adrosauride; stiamo solo iniziando ora a conoscere cosa c’era in Asia. Penso che ci siano importanti implicazioni sulle differenze faunistiche tra Asia e Nord America, ma su questo aspetto non ho mai lavorato (e nemmeno potrei, perché a differenza del mio amico belga Pascal Godefroit, io non posso permettermi di andare a cercare e nemmeno a studiare dinosauri in Cina o in Russia). C’è molta gente che parla di cose che non conosce, soprattutto in campo paleontologico. Io cerco di non farlo.


7. La ringrazio per questa piccola ma interessante intervista, e mi congedo con un ultima domanda: secondo lei, quale terra può riservare ancora delle novità nel campo degli Hadrosauroidea/hadrosauridae?


Senza alcun dubbio, l’Asia. Ma anche in Europa c’è qualcosa di interessante…..