30/11/09

_Crocodylus vicetinus_ Lioy 1865

La bellezza geologica della Valle dell'Agno risiede sopratutto nell'elevata presenza di roccie e strati che rappresentano un elevato range di tempo, un periodo che risale al Permiano e arriva sino a noi! Più di 300 milioni di anni di storia presenti in una piccola area di terra è un qualcosa di eccezionale, specie se quasi tutti questi strati sono caratteristici di fossili, invertebrati e non.
Importante, dal punto di vista della paleontologia dei vertebrati, è il livello di piroscisti eocenici che caratterizza la Cava Savignago, a Cornedo Vicentino (VI), terra che ha dato alla luce uno dei pochissimi cuccioli di coccodrillo risalenti al periodo Eocene (50 maf), il Crocodylus vicetinus Lioy 1865.
Ritrovato nel 1929 da un agricoltore, e donato poi al dott. Domenico dal Lago, è arrivato fino a noi attraverso una strada tortuosa ed irta di ostacoli. Il reperto, tenuto in collezioni private prima, e in museo dopo, ha subito intemperie atmosferiche, attacchi di agenti estranei e chissà quant'altro, che hanno contribuito al deterioramento favorito anche dal tipo di sedimenti in cui si era fossilizzato. Tutte queste offese hanno provocato un fenomeno di alterazione di Fe2SO3 (con produzione di noduli di pirite e di marcasite), che alla lunga avrebbe ridotto l'esemplare in... cenere. Il prezioso reperto è stato affidato ad una nota società di restauro e recupero fossili, che, dopo analisi microscopiche, batteriologiche e sedimentarie e attraverso lavorazioni con cotone imbevuto in etanolamina tioglicolato (utilissimo per ridurre al minimo, quasi inibire, l'azione della pirite), hanno salvato il fossile, ponendolo in una scatola di vetro a tenuta stagna con sali igroscopici (che abbassano l'umidità) e sacchetti fissatori dell'ossigeno (abbassando la percentuale di ossigeno interna e prevenendo così eventuali ossidazioni superficiali). Dati puramente tecnici, la scatola ha dimensioni 33x22,5x4 e un peso complessivo di 3 Kg.



Foto di Crocodylus vicetinus dopo il lavoro di restauro

Cosa dire dell'esemplare in sè? Bè, poco o nulla. L'articolo originale dovrebbe arrivarci a breve, e sarò curioso di leggerne il primo studio.
Da quel poco che sappiamo, è un esemplare della specie "Crocodylus vicetinus" (una definizione tassonomica molto, molto dubbia), è un esemplare giovanile, forse di due o tre settimane dopo l'uscita dall'uovo. Esemplari adulti non sono mai stati ritrovati, quindi le stime sulle dimensioni da adulto sono piuttosto vaghe. Manca una corretta classificazione filogenetica: Kotsakis et.al (2004) lo immettono come Crocodylia indet., però, come lo stesso Kotsakis rimarca, manca un'aggiornata revisione tassonomica.

Bibliografia:
- "Italian Cenozoic crocodilians: taxa, timing and palaeobiogeographic implications", T. Kotsakisa, M. Delfino, P. Piras, Sciencedirect Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology 210 (2004) 67– 87
"Analisi, documentazione, studio micromorfologico e microchimico e conservazione definitiva di un reperto fossile di coccodrillo dell'Eocene di Valdagno", Stoneage

28/11/09

Ristudio di ornitopodi neocomianici

Veloce post su un ristudio di ornitopodi inglesi, di cui ho potuto leggere solo l'abstract.
Galton (2009) ha ri-analizzato materiale ornitischio proveniente da sedimenti datati Neocomiano dell'Inghilterra, erigendo due nuovo generi che hanno soppiantato vecchi nomi.
Questi due sono Elrhazosaurus e Owenodon: il primo prende il posto di Valdosaurus nigeriensis (Galton & Taquet, 1982), decisione presa dopo un analisi della forma del femore; il secondo rappresenta l'osso dentale di Iguanodon hoggi (Owen 1874) del medio Berriasiano.

Da notare che denti riferiti a Owenodon sp. sono stati rinvenuti anche nelle fessure di riempimento a bauxite in Romania (datate Berriasiano-Valanginiano), e sembra che possano essere ricondotte a questo genere anche una mascella, denti, sei vertebre cervicali, carpali mediali fusi con il primo metacarpale e la porzione distale di un femore.

Tralasciando la terra dei sir inglesi, mi interessa molto la notizia rumena: l'aggiunta di Owenodon allunga ancora di più la lista degli ornithopoda ritrovati in queste terre, tra cui Dryosaurus canaliculatus (Galton, 1975), Mantellisaurus atherfieldensis (Paul, 2006), Telmatosaurus transsylvanicus (Nopcsa, 1903), Rhabdodon priscus (Matheron, 1869) e Zalmoxes robustus (Nopsca, 1899).
La presenza così viva di ornitopodi pone più domande che risposte alla situazione paleobiogeografica della zona italo-balcanica: le isole italiane e rumene erano una "derivazione alla deriva" di quello che poteva essere una terra di passaggio di forme ornitopodiane nel Giurassico (ammettendo che ci sia stata una divergenza originaria di ornitopodi basali nel Giura)? Oppure vi sono stati fenomeni di rimescolamento di specie per qualche evento geologico? Oppure.... non si sa ancora per mancanza di ritrovamenti?
(ringrazio Alessandro per queste ultime righe discusse assieme)


Bibliografia:
Galton, P.M. (2009) Notes on Neocomian (Lower Cretaceous) ornithopod dinosaurs from England - Hypsilophodon, Valdosaurus, “Camptosaurus”, “Iguanodon” - and referred specimens from Romania and elsewhere. Revue de Paleobiologie Vol 28 211-272

15/11/09

Giovane guida cresce...

Fare da guida presso un museo di paleontologia è qualcosa che, se fatta con passione, affascina moltissimo. E' pura divulgazione: tu, guida, devi rapportarti con "profani" (sia adulti che bambini), scegliendo parole, discorsi, battute, indirizzandoli dove tu li vuoi... puoi fare collegamenti, citazioni, piccole battute per far arrivare meglio il messaggio del discorso, puoi dare consigli e puoi anche imparare qualcosa di nuovo.
E' ormai da tre anni che faccio da guida presso il Museo Civico "Domenico Dal Lago" di Valdagno, un bel museo ma costituito solamente da una stanza (parlo della zona paleontologica). Non fraintendetemi, è una sola stanza, ma contiene vari tesori, fra olotipi, paratipi, calchi e reperti rinomati. Però è pur sempre una singola stanza: quando fai da guida hai poche possibilità di percorso e di collegamenti... ok, si trovano lo stesso, ma è molto difficile, e spesso si incappa in argomenti troppo" tecnici" per i visitatori, sfociando in una spiegazione troppo tecnica. Saper scegliere se fare una visita "ludica" o "tecnica" dipende da chi hai davanti...
Oggi ho avuto la possibilità di confrontarmi con una realtà "da guida" diversa dalla normalità: il gruppo del museo di Valdagno è venuto al Museo Geologico "G. Capellini" a Bologna (dove sto studiando in questo periodo), e ho fatto da oratore a 25 persone. Un numero così alto l'ho avuto solamente quando facevo le lezioni scolastiche di evoluzione presso la mia ex-scuola. E non avevo più una stanza come a Valdagno, ma bensì 2 PIANI! Una goduria: collegamenti, citazioni, riferimenti, tutto quello che normalmente facevo oggi ho potuto ampliarlo, provando anche nuove formule di intrattenimento. Ho parlato per più di due ore, toccando argomenti di geologia, paleontologia, biologia ed evoluzione... piano piano vedo i lati buoni e cattivi che una guida può mostrare, le difficoltà che colpiscono questo "duro lavoro, che qualcuno deve pur fare ^^" (basta che questo "qualcuno" sia preparato).
La capacità di una buona guida è trasmettere il messaggio a coloro che ne sono estranei, usando parole di facile comprensione ma accettabili scientificamente, evitando di essere troppo tediosi o noiosi... spero di aver adempiuto al mio dovere quest'oggi!

09/11/09

Starway to parascapular spine

La sinfonia della ben nota canzone "Starway to Heaven" dei Led Zeppellin aiuta molto il cervello a riposarsi e a ragionare su certi argomenti, dai più "scientifici" a quelli più... "normali".
In questa occasione vorrei soffermarmi, con le note dei Led come sottofondo, su un argomento che ha stimolato il mio interesse da un bel pò di tempo, riguardante uno di quei dinosauri che più ha colpito il mio interesse, ovvero Miragaia longicollum.
Presso il Museo Geologico Capellini di Bologna (dove avrò la fortuna di fare da guida) v'è la mostra dei dinosauri italiani, che comprende una stanza dedicata alla paleoillustrazione di vari artisti italiani. Fra queste spiccano tre lavori fatti da Davide Bonadonna (illustratore) e Simone Maganuco (paleontologo dei vertebrati di Milano), che rappresentano un Torvosaurus tanneri e un Miragaia longicollum. Disegni eccezionali oserei dire!
Ma la cosa che mi ha incuriosito è che l'artista ha rappresentato la spina parascapolare dello stegosauride. Ora, altri artisti la raffigurano (anch'io, nei sporadici disegni che scaturiscono dalla mia mano, la metto), o alla fine della scapola o all'inizio. Altri, invece, no.
Nell'articolo originale (Mateus et al., 2009; supplementary data from Mateus et al., 2009) non v'è riportata la scoperta della spina. Nella matrice compare "?", quindi non si può dire che MANCASSE a livello scheletrico, ma neanche che CI FOSSE e quindi la sua assenza possa essere ricondotta a una perdita tafonomica.

Alcuni artisti la mettono, altri no... la risposta? Attendiamo nuove news dal mondo spagnolo...

Pubblicazioni:
- "A new long-necked "sauropod mimic" stegosaur and the evolution of the plated dinosaurs", Mateus et al., Proceedings of the Royal Society, 2009

Colgo l'occasione per linkare due articoli (clikkate sopra i nomi) scritti da Andrea Cau nel suo blog Theropoda su Davide Bonadonna e su Lukas Panzarin, paleoillustratori dal grande futuro e persone straordinarie.

02/11/09

Piccole soddisfazioni della vita

Tre anni fa entrai nel Museo Civico dei Fossili di Valdagno come un semplice appassionato, desideroso di vedere quel piccolo ma pregiato museo, situato tra i monti recoaresi e la Valle dell'Agno. Lo stesso giorno fui invitato a partecipare alle riunioni del museo come volontario, e lì iniziò il mio "tirocinio" museale di guida durante i turni di apertura del Sabato. Essendo giovane e appassionato molte idee mi vennero alla mente durante quel periodo triennale, e molte sono state promosse a realtà: incontri dinosaurologici per i bambini, organizzazione di conferenze paleontologiche, proposte materiali per il museo etc etc... Sapevo di lavorare per il piccolo campo della paleontologia di un paese piccolo, ma ricco, come semplice volontario, ma ancor ora ne vado fiero.
Tre anni son passati da quando vi entrai... dopo un anno fui inserito come membro della Commissione a tutti gli effetti...
... ora son fiero di dire che a soli 19 anni son stato eletto Presidente del Museo Civico dei Fossili di Valdagno!

03/10/09

International Conference on Vertebrate Palaeobiogeography

Eccomi qua, a narrare quanto è successo in quella che è stata una settimana altamente paleontologia/paleontolofila!
Si è svolto, nei giorni 27-28-29, un memorabile meeting di paleobiogeografia con esperti provenienti da varie parti del mondo. Tra cui grandi nomi della paleontologia italiana, come Dalla Vecchia, Carpana, Panzarin & Co. Mi ha fatto molto piacere rivederli, parlarci insieme e confrontarci di nuovo. Non solo, ho avuto la possibilità di confrontarmi con scienziati stranieri del calibro di Philip Currie (University of Alberta), Matthew Lamanna (Carnegie Museum of Natural History) ed Eric Buffetaut (Parigi), di cui con quest'ultimi due ho potuto parlare di argomenti riguardanti Ornithopoda e Stegosauridae. In particolare, ho avuto modo di chiedere dei pareri personali a mr. Buffetaut al riguardo della terra natia degli hadrosauridae (Europa o Asia?), e di avere un suo parere su "Antonio".
Durante la conferenza sono uscite notizie icnologiche di ornitopodi molto, molto importanti, che avranno molti risvolti negli studi futuri.
Purtroppo nessuna conferenza era concentrata sul tema Ornithopoda in senso stretto, ma ho avuto comunque la possibilità di sapere qualche news in questo campo... gli anni prossimi regaleranno grandi sorprese, da quel che ho capito!

Wait for the Papers!!!!

21/09/09

Nessuna causa è persa se c'è almeno un folle a combattere per essa..


Foto di Fabio Pastori su manifesto

La questione paleontologica in Italia, ormai lo sanno anche i sass... no, meglio dire i fossili, è sempre stata ed è ancora critica: musei abbandonati, mancanza di fondi, reperti chiusi nei cassetti in attesa di essere studiati (quando?), paleontologi che faticano a trovare lavoro, giovani appassionati con poche speranze...
La voglia, la passione e l'ardore di voler dare prestigio alla paleontologia in Italia c'è: se ne accorse anche Horner quando vide una moltitudine di gente alla sua conferenza. L'interesse della gente comune (non solo degli "addetti ai lavori") c'è, eccome, ma deve essere sensibilizzata.
A un ragazzo che ho avuto la fortuna di conoscere va questo post: Alessandro Carpana.
La sua storia ormai la sappiamo: da tre-quattro anni va regolarmente in Montana a scavare dinosauri insieme a John "Jack" Horner e da poco tempo ha fondato l'Associazione Paleontologica Parmense Italiana (APPI), di cui è presidente. Lui è un "folle" della paleontologia che vuole combattere per la c
ausa, e a questo dobbiamo rendere merito. Per fortuna non è da solo, a lui ma non solo a lui deve andare l'aiuto di tutti coloro che si interessano seriamente di questo mondo meraviglioso che è la paleontologia... speriamo veramente che la situazione migliori...



Foto di Fabio Pastori