16/01/10

Una mattina da divulgatore

98 diapositive di presentazione Powerpoint, modelli di crani fossili ed altro materiale hanno scandito le prime due ore di un liceo scientifico vicentino stamattina. Eh sì, stamattina sono stato oratore di una lezione sull'evoluzione dei vertebrati, che ha avuto come spettatori i ragazzi di tre classi di quinta superiore, una lezione fatta come "volontario" nell'ambito delle varie conferenze sulla biodiversità (ricordo che il 2010 è l'anno della biodiversità mondiale).

Mi ritengo soddisfatto di come la lezione è andata: le due ore sono passate molto in fretta, abbiamo avuto il tempo per discutere di vari argomenti e di far vedere i vari modelli che avevo portato con me.
Nella presentazione, che parla inizialmente di nozioni di base per capire meglio la storia evolutiva (la teoria dell'evoluzione darwiniana, la selezione sessuale, il tempo profondo, l'analisi filogenetica e i fossili), ho inserito una linea di "conduzione della storia" un pò indirizzata (dato il poco tempo a disposizione -due ore-): partendo dalla fauna di Burgess Shale con Pikaia gracilensis, son passato agli agnati, ai sarcopterigi, agli anfibi e agli amnioti, introducendo i pelycosauria-therapsida e parlando ampliamente degli archosauria e degli uccelli, finendo con i dinosauri ritrovati nel suolo italiano.
Questa lezione mi ha anche permesso di analizzare due diapositive che avevo preparato per l'occasione.


In questa diapo sulla fauna di Burgess Shale ho chiesto agli interessati ragazzi di votare quale fra questi "E' IL NOSTRO ANTENATO" (i numeri che seguiranno non saranno precisi al massimo per via del poco tempo che avevo per contare più di 40 ragazzi):
  • ipotesi A= 0 voti (con annesso commento "è troppo figo per essere nostro antenato")
  • ipotesi B= 8 voti
  • ipotesi C= 18 voti
  • ipotesi D= 10 voti
  • ipotesi E= 15 voti
Purtroppo, sempre a causa del poco tempo, non ho avuto il tempo per domandare il perchè i ragazzi avessero scelto, per maggioranza di voti la Marrella e l'Hallucigenia rispetto a Pikaia. Alla fine risposi che nessuno E' NOSTRO ANTENATO, perchè, come scritto nel libro "Tempo profondo" di Henry Gee, noi non sapremo mai se quel dato fossile è un nostro antenato. La scienza, per quello che sa in base ai dati, inferisce che noi discendiamo da animali simili a Pikaia, finchè dati migliori non permetteranno una revisione delle conoscenze,
La diapositiva dopo, invece, era per analizzare quanto la classificazione classica linneiana sia incorporata dentro l'animo da studioso dei ragazzi:


Ho definito la parola "rettile" come "Diapositiva 47organismo vertebrato, tetrapode, amniotico uricoterico ectotermo, avente una struttura dei femori rivolta lateralmente e non proiettata cranialmente". Tutti noi cresciamo a scuola con l'idea linneiana in testa, perchè ci viene inculcata fin da giovani. I rettili dei giorni nostri, rettili nel senso "normale" del termine, sdevia la conoscenza della diversità preistorica. Alla domanda, quindi "quale fra questi animali è da considerare il "MENO" RETTILE di tutti abbiamo
  • lucertola= 0 voti
  • coccodrillo=1 voti
  • dimetrodonte= 6 voti
  • tartaruga= più di 20 voti
  • uccello= più di 15 voti
  • serpente= 8 voti
Il Dimetrodon è un pelicosauro appartenente alla linea dei synapsidi, i quali, rifacendosi al clade degli Amniota di Holtz, si trovano prima del nodo Reptilia, quindi, fra gli animali mostrati sopra, sarebbero i "meno rettili". Due parole che però sono comunque sbagliate, perchè il Dimetrodon non appartiene alla linea dei rettili, ma l'aspetto trae in inganno... trae in inganno proprio grazie all'idea che abbiamo noi di fondo di cos'è rettile.

La lezione mi ha entusiasmato: non mi aspettavo una così buona risposta di un pubblico che, per esperienza personale (hehe), quando si partecipa a eventi del genere si preferisce chiacchierare perdendo ore di scuola. Un fatto che è stato confermato anche dalle domande che mi hanno rivolto, molto molto intelligenti e per nulla scontate (per esempio, non la classica "di che colore erano?" ma domande tipo "come facciamo a capire se un animale è un adulto o un cucciolo, visto che ci sono forme anche nane?" e tanto altro).

Sono soddisfatto!

08/01/10

Massima sul Deep Time



"Uomo che ti aggiri tra queste pareti da cui trentamila millenni di storia delle antiche età della terra ti guardano; considera che tutta la storia dell'umanità, dalle origini a oggi, altro non è in confronto che la storia di un giorno e quella della tua esistenza la storia di un attimo, di un istante nell'infinito." (Remo Malinverni)





07/01/10

Fiera di Lovara del coccodrillo alla brace

Niente coccodrilli alla brace ;) Il titolo era per catturare l'attenzione, la fiera di Lovara rimane la classica a base di gnocchi di patate, carne ai ferri e vino rosso!

Ieri sera mi stavo preparando culturalmente per la breve gita che ho fatto stamane presso il letto del fiume Agno in località Trissino (Vicenza), girovagando fra siti che descrivevano la zona (non molto dettagliati a dire il vero, paleontologicamente parlando, questa è una zona poco studiata), quando mi sono imbattuto in una citazione presa dal libro della storia del paese.
Suess (1868) riporta la scoperta di frammenti fossili appartenenti a coccodrilli (?) presso i terreni collinari datati Eocene della frazione trissinese di Lovara (praticamente, a 5 minuti di auto da casa mia):

"Qui, negli strati poco compatti e talora un po' calcarei che si alternano a tufi, lignite e scisti bituminosi, si rinvennero Elicidi, Ciclostomi e Limnee (Gasteropodi terrestri) accompagnati da frammenti di Trionicidi (Tartarughe), Coccodrilli ed altri avanzi fossili (E. Suess, 1868). Tali presenze caratteristiche di acque dolci hanno fornito una evidente prova dell'esistenza di un continente nell'Eocene medio" ["A Trissino", Rasia & Faggion, 1992]

La notizia mi ha sorpreso non poco: reperti di coccodrilli nella Valle dell'Agno sono riferiti al tipo "Crocodylus vicetinus" (Lioy) [Cornedo vicentino], Diplocynodon sp. [Monteviale], mentre nella zona geologicamente vicina Verona si ha Megadontosuchus arduini (Mook, 1995; Piras et al., 2007), Hassiacosuchus sp, Asiatosuchus sp. e Pristichampsus cf. P. rollinati [Bolca].
Il coccodrillo lovarense potrebbe ricadere in questi generi (parere personale ma non basato su prove, potrebbe essere simile a Crocodylus vicetinus), ma bisognerebbe vedere i reperti. Reperti che spero siano stati presi e conservati dal 1868, e questo richiederà una piccola ricerca in comune.

02/01/10

Anno nuovo, logo nuovo

Per festeggiare l'avvento del nuovo anno 2010, ecco qui un nuovo banner per il logo del Charon Diary.
Molto semplice, rappresenta quello di cui si vorrebbe parlare in questo blog: ornitischi e coccodrilli, in riferimento al cucciolo di coccodrillo del museo di Valdagno. Difatto questo blog vuole essere anche l'unica voce -per adesso- di pubblicità per il Museo Domenico Dal Lago di Valdagno, il quale non ha ancora un proprio sito museale. Quindi, per un complicato gioco di collegamenti (chiamate anche pippe mentali ^^) ecco l'immagine di un modello di teschio di Crocodylus niloticus, un modello di Parasaurolophus walkeri ricolorato tale da assomigliare al Charonosaurus jiayinensis di Luis Rey e il modello di cranio di Triceratops prorsus della Bottega di Michelangelo.

31/12/09

Riflessioni al finire di un anno

Mancano meno di 12 ore alla fine di questo 2009, ricco di soprese, di novità, ma anche di delusioni e momenti negativi... ma questa è la vita, non si può pretendere che tutto vada sempre bene. Anzi, il bello della vita così non sarebbe vissuto.
Dal punto di vista degli studi, e delle esperienze nel campo naturalistico e paleontologico, devo ritenermi soddisfatto! Dall'esame di maturità, dove ho presentato forse il mio primo pseudo-vero progetto di ricerca naturalistica (dal titolo "Darwin: il genio, il gene ed il fossile", un'analisi della vita e del personaggio di Charles Darwin, della teoria dell'evoluzione e delle prove scientifiche), all'entrata all'università (dove sto aumentando il bagaglio delle conoscenze giorno dopo giorno), gli impegni, le attività e gli incontri sono aumentati in una maniera che non mi aspettavo. Dapprima la nascita dell'APPI, di cui son orgoglioso di farne parte, che mi ha permesso di allacciare legami di amicizia e di studio con altri appassionati e studiosi, poi gli incontri a Bologna al Paleobiogeographical meeting, un evento che non dimenticherò mai! Ma, sopratutto, la mia partecipazione al Museo di Valdagno: a fine Novembre sono stato elette presidente, e, a soli 19 anni, è per me motivo non solo di "gloria", ma anche di incentivo a migliorare sempre di più in questo campo.
Il nuovo anno si apre con il botto: dovrò fare una lezione a tre classi quinte di un noto liceo scientifico vicentino sull'evoluzione dei vertebrati (un pò "indirizzata" alla fine, dato che comunque avrò solo 2 ore e dovrò parlare di quelle cose di cui sono un pò più sicuro rispetto ad altre, per non dire... eresie). Poi non so come si andrà avanti. Ci saranno gli esami universitari, altri incontri dell'APPI (di cui, il prossimo, altamente carico di "ornitischialità"!), ma per il resto è un enigma. L'impegno con il museo (non solo quello di Valdagno, ma anche quello di Bologna) aumenterà, e forse riusciremo a tagliare alcuni importanti traguardi di divulgazione.

Ritaglio un piccolo momento del post per ricordare quelli che sono i dinosauri ritrovati in questo 2009 per me più importanti. Non sono riuscito a trovare IL più importante, ma ne ho presi tre:
  • Miragaia longicollum: uno stegosauride al quale sono legato per un motivo... extra-paleontologico (QUI)
  • Tianyulong confuciusi: il reperto si spiega da solo... troveremo altri ornitischi ricoperti da questi filamenti?
  • Tethyshadros insularis: l'adrosauroide italiano che tutti aspettavano, e che presenta caratteristiche altamente mozzafiatanti!
Vediamo cosa riserverà il 2010 in questo campo...

Per adesso aspettiamo la fine del 2009... BUON FINE ANNO A TUTTI!
HAPPY NEW PALEO-YEAR TO ALL OF YOU!

24/12/09

Buone feste!

Buon Natale a tutti, e felice anno nuovo!
Il 2009 ci ha portato grandiose novità nel mondo degli ornitischi, come per esempio Miragaia, Tianyulong, Fruitadens, Levnesovia e concludendo in bellezza con Tethyshadros!
Confidiamo in ulteriori, nuove ed emozionanti scoperte nel 2010!
Auguri di cuore a tutti!


13/12/09

Goodbye Antonio, welcome _Tethyshadros insularis_ Dalla Vecchia 2009!!!!

Tethyshadros insularis, questo è il nome dato da Fabio Marco Dalla Vecchia alla specie prima conosciuta da tutti come "Antonio".
E' da quando Dalla Vecchia ha presieduto alla conferenza di Valdagno sugli adrosauroidi europei che aspettavo questa notizia, e ora spero vivamente di poter leggere l'articolo!

- qui a destra sono di fronte al calco dell'olotipo presso la mostra "Dinosauri Italiani" al Museo Geologico Capellini di Bologna

Tethyshadros, per dare qualche informazione preliminare, è un adrosauroide, esterno ad Hadrosauridae, ritrovato nel Villaggio del Pescatore a Trieste, uno degli esemplari più completi al mondo, ed articolato in maniera eccezionale (io ho potuto vedere l'olotipo originale a Settembre e, bè, è un esemplare magnifico). La particolarità di questa specie che salta subito agli occhi dei più sono le modeste dimensioni: Tethyshadros è una forma insulare nana (da qui anche il nome della specie T. insularis). Notizie più specifiche e tecniche si avranno solo con l'articolo ;)

Che dire, benvenuto... anzi no, bentornato alla luce Tethyshadros insularis!